Parliamo un po’ di politici e personaggi pubblici ovvero persone che spesso hanno bisogno di chi cura loro la comunicazione, scrive relazioni, prepara discorsi.

Ne hanno bisogno, sia chiaro, a prescindere da cultura e competenze.

Normalmente infatti non hanno tempo e poi, ribadiamolo che non guasta mai, sapere non equivale sempre a saper esprimere.

A parte ciò, il prezioso lavoro dei ghostwriter come me quando sono al servizio di un politico o di un personaggio pubblico è quello di “ponte”.

Già, il ghostwriter in questi casi rappresenta un punto di connessione davvero importante tra committente (politico o personaggio pubblico) e platea.

A noi spetta infatti studiare bene e analizzare molto, avere il polso delle situazioni e degli umori, captare bisogni e aspettative, cogliere un’infinità di sfumature, individuare argomenti e linguaggi “giusti” per arrivare a destinazione.

Un compito molto delicato, è evidente. Sicuramente il ghostwriter deve muoversi in terreni scivolosi e complessi quindi attivare peculiare sensibilità e attenzione.

Perché è più portato a riuscirci rispetto a chi gli conferisce l’incarico?

Perché lavora al suo servizio ma fa fondamentalmente parte della platea. Praticamente ed emotivamente coinvolto, quindi calato nella realtà, ma anche adeguatamente attrezzato a una certa equidistanza.

Il ghostwriter è abituato ad assorbire lo spirito dell’autore ma a scrivere al suo pubblico. Una grande, sottile, profonda, opera di collegamento che in certi contesti e per certe relazioni si rivela davvero essenziale.

Il ghostwriter di un politico o di un personaggio pubblico intercetta gli andamenti collettivi su un tema, gli approcci più opportuni, i tempi più maturi, le leve più efficaci. Conosce bene le attese, sa quali parole fanno breccia, intuisce quali tasti toccare e quali è necessario evitare.

Il ghostwriter non giudica. Osserva, ascolta, elabora. Invece della frenesia adotta la strategia. Sa infervorare, entusiasmare, appassionare ma anche lenire, rasserenare, placare. Ha dimestichezza con i toni, il ghostwriter.

Ebbene, tra il serio e il faceto, il ghostwriter talvolta gioca anche a individuare se in un discorso o in un messaggio c’è lo zampino di un collega oppure il politico di turno in versione fai da te. La storia delle nostre latitudini purtroppo insegna che non è ancora un’eccellente prassi da seguire senza indugi, quella del ghostwriter.

Quanti scivoloni eviterebbero i personaggi molto esposti se avessero cura di mettere i propri testi in mani professionali? Probabilmente tantissimi o almeno tanti.

  • Rispondi

    Donatella

    24 04 2019

    Il lavoro migliore

    • Rispondi

      Irene Spagnuolo

      25 04 2019

      Non so se è il migliore, Donatella 🙂 So che mi piace!

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