Fermati.

Non puoi passare distratto e frettoloso. Rallenta il passo, osserva, respira.

Ci sono luoghi che accolgono storie. Storie di vita.

Ci sono luoghi dove il tempo si è fermato, seduto al tavolino di un caffè con gli amici, all’ora del tè con i biscotti. E, se si fa sera, ci trovi una birra o un calice di vino.

Ci sono luoghi che hanno appiccicato addosso l’odore dell’umanità.

Accomodati.

La signora Lia non aveva certo da imparare l’arte, delle atmosfere.

Aveva fiuto, pazienza e cuore.

Quel cartello avrebbe potuto non esserci. Lei si sarebbe comunque fermata. Lei si sarebbe accomodata, placida, a prendere l’attimo.

Davanti al cartello ha sorriso pensando che dentro qualcuno le somigliasse, molto.

Il saluto vivace dal bancone quando è entrata è stato però molto più di un sorriso. C’era lei. La donna che tanti anni prima era una ragazza dall’aria smarrita e incerta, dolce come lo zucchero ma impaurita dalla sua ombra.

La ragazza che aveva abbracciato prima di partire con una raccomandazione: «non correre, abbi cura delle tue emozioni e vedrai che loro si prenderanno cura di te». La ragazza che l’aveva stretta forte e aveva pianto. La ragazza che oggi accoglieva con fiuto, pazienza e cuore. Proprio come lei.

A commuoversi questa volta è stata proprio la signora Lia.

Ci sono gioie che anche lei non tiene nel petto, lascia che le bagnino il viso e le asciuga appena, con la mano.

Gli occhi dentro gli occhi e tante piccole parole sussurrate con complicità, mentre tutti intorno si erano messi a tacere con le facce incantate. Così Ludovica e la signora Lia hanno riallacciato il filo. Il filo dei luoghi e delle storie di vita.

«Vuoi farmi una cioccolata calda?»

«Certo Lia, con l’energia di tutte le mie emozioni belle!»

 

Ci sono luoghi dove le persone trovano pace, risposte, poesia.

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