Di Alessandro Pagani avevo letto “Io mi libro” e a “500 chicche di riso” mi sono avvicinata con l’aspettativa di trovare un divertissement con il suo inconfondibile stile.

In effetti è una carrellata di freddure, paradossi, battute, frasi fulminanti. Un allegro esercizio di umorismo condotto con la sottile determinazione di chi nell’ironia ripone la chiave della saggia leggerezza.

Sguazza e pesca a meraviglia nel mondo surreale, Pagani. Lo fa perché ha uno spirito comico o forse perché vuole distrarre il lettore dai cupi pensieri. In effetti, in ogni nonsense, in ogni provocazione, in ogni colpo di coda, Pagani ci consegna più che altro un antidoto o una chiave di lettura alternativa della realtà.

Ridicolizzare con dolcezza o movimentare la scena con una sferzata di sarcasmo spesso è illuminante. Non ci fa solo ridere o sorridere, non ci scuote solo dal torpore o dal grigiore, ci mostra la verità che perdiamo o ci sfugge quando siamo tutti seri e impettiti. Il grottesco alberga in noi e dovremmo accarezzarlo e coccolarlo proprio come fa Pagani.

«Il marito della cuoca è geloso del suo passato». Potrebbe non fare una grinza o farci sghignazzare.

«Secondo una statistica molte donne non si rifarebbero le tette, con il seno di poi». Ecco come Pagani rivisita la vita e le situazioni, giocando con le parole ma anche con le nostre buffe incongruenze.

«E se mi vestissi da clown?»

«Ma dai, non fare il pagliaccio!»

E qui il caro Alessandro Pagani attinge a piene mani dagli scivoloni comuni, dal caso che ci fa il solletico, dalla combinazione irresistibile.

«Quel campione di surf è sulla cresta dell’onda». Potremmo fare una smorfia per l’ardire oppure scompisciarci alla Totò. Oserei caldeggiare la seconda possibilità!

«Esplosione in un panificio: tutto in briciole». Questa potremmo perfino trovarla come titolone di qualche giornale in vena uscite clamorose.

«Cosa farebbe per farsi assumere in questo circo?»

«I salti mortali». Forse per curricula e colloqui potrebbe essere uno spunto interessante.

«Ruba ai ricchi e dona ai poveri in Israele. Rabin Hood.» Chissà quanto ha meditato, per circumnavigare il mondo e le associazioni mentali e verbali, Pagani.

Del resto sappiate che… «La maglietta più usata a Cuba? Fruit of the Rum». Urge premio alla fantasia.

«Il concorso donna più brutta? Miss Paventi». Insomma Alessandro Pagani mette il naso ovunque, non risparmia niente e nessuno. Incalza, chicca di riso dopo chicca di riso.

“500 chicche di riso” è la lettura per tutti. Non devi neanche mettere il segnalibro, lo apri a caso e ti godi una chicca. Una sorta di tascabile del buonumore, utile per smorzare la tensione dei nostri giorni. Del resto non c’è verso di evitare i nostri fardelli, ma c’è un ritmo che possiamo dare ai nostri pensieri. Un ritmo come quello, serrato ma garbato e scanzonato, di Pagani. Acuto osservatore e pensatore ma anche profeta dell’umorismo quotidiano.

Evviva. Abbiamo tutti bisogno di aggrapparci a una risata.

500 chicche di riso

Alessandro Pagani

Illustratore: M. Zatini

96 Rue de La Fontaine Edizioni

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *