Barista? Barman? Bartender?

Ho scelto di individuarlo come bartender ma Alessandro Ricci detto Sandrino e spesso chiamato Ale è tutto e molto di più.

Autore di “Magari tutta la vita”, papà del magnifico Leonardo abbreviato in Leo e attualmente al timone del “33 Fruit Café” con la splendida Eleonora Bruno, è una piccola grande leggenda romana, transitata per la Sardegna e approdata a Novara.

Un cocktail di Ale è una garanzia di bontà ma il tempo l’ha portato a specializzarsi in caffetteria e dietro il bancone del 33 il caffè, oltre ad essere squisito, è diventato un’opera d’arte. E con il caffè tutta la meraviglia di cappuccini e proposte davvero speciali. Poteva bastare? No, come si intuisce dal nome del locale, in Corso Cavallotti a Novara la frutta, mescolata sapientemente a verdura e aromi, si gusta in una serie di estratti e succhi freschi salutari e golosi.

A deliziare il palato, peraltro, si è messa anche Eleonora con una gamma di tramezzini, panini e piatti caldi veramente all’altezza di una cucina top.

La location è graziosa, molto graziosa. Purtroppo gli spazi super ristretti non consentono l’affluenza che il bar meriterebbe ma…

Ma in fondo un salto al 33 lo facciamo tutti comunque perché lui, l’Ale bartender e molto di più, è un ragazzo straordinario. Ben più delle sue prodezze.

Lui e la sua parlata romana, lui e il suo cuore, lui e il suo tifo per la Lazio, lui e la sua simpatia, lui e la sua storia, sono un faro. Un vero faro.

“Magari tutta la vita” è il libro che tutti dovrebbero leggere. Un libro di un’intensità bellissima. Un libro di dolore e speranza. Un libro di semplicità e saggezza. Un racconto autobiografico che inchioda pagina dopo pagina alla forza del sogno. Il sogno di un po’ di felicità. Una felicità conquistata umilmente abbracciando la passione del lavoro. Uno schiaffo e insieme una carezza per tanti giovani che ‘non trovano la strada’, che non tirano fuori obiettivi e entusiasmo. Uno schiaffo e insieme una carezza per tutti quelli che si sentono ‘sfortunati’ e non prendono in mano la loro esistenza per farne ‘qualcosa di buono’ come direbbe l’ormai mitico Sandrino.

Ad Ale non si può che voler bene. Un bene immenso.

Nella sua genuinità, nel suo spirito, c’è una carica che emoziona, rallegra, commuove, insegna.

Il ritratto di Alessandro Ricci detto Sandrino alias Ale è un po’ come quei fantastici capolavori che non ci stancheremmo mai di ammirare.

 

Grazie Ale. Grazie per quello che sei.

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