Faccio qualche considerazione lontana dai Mondiali di Calcio Femminile e dall’ondata di euforia che ci hanno regalato le azzurre.

Da ragazzina un bel po’ di calci al pallone li ho dati, da dilettante e per puro divertimento. Allora le nostre squadre estive improvvisate credo non avessero proprio idea che il calcio italiano un giorno avrebbe visto le donne grandi protagoniste.

Per quanto oggi, lo ammetto, non sia una tifosa e non segua partite e campionati salvo appunto qualche appuntamento mondiale a simpatico sostegno dell’Italia, la compagine femminile ha conquistato un po’ anche la mia curiosità e il mio entusiasmo. La mia attenzione ha indugiato su Barbara Bonansea e Cristiana Girelli perché mi è capitato di leggere alcuni articoli sulla loro preparazione accompagnata dall’opera del mental coach Stefano Pigolotti.

Ripensando al suo libro, “Il tuo destino è sbocciare”, Bonansea e Girelli -sicuramente sbocciate- come tutti gli sportivi crescono a suon di allenamento fisico e, appunto, mentale.

Davvero non credo si possa più immaginare un grande atleta o un grande giocatore che punti esclusivamente sui muscoli e sulla tecnica. Talento e formazione sul campo non potrebbero bastare, senza molte altre abilità strategiche, buon temperamento, resistenza, perseveranza, resilienza e capacità di evoluzione.

Le componenti che fanno un campione sono tantissime. Di certo non si può trascurare la gestione di quella pressione esercitata dall’interesse pubblico e mediatico che si scatena intorno a qualsiasi ambito sportivo, la relazione con i tifosi, la tolleranza alla sconfitta o agli incidenti di percorso quali infortuni o problemi di squadra.

Da alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni dei Mondiali dal mental coach Pigolotti mi è parso chiaro che Bonansea e Girelli abbiamo lavorato sodo tanto sul piano fisico che mentale ed emotivo e in effetti questo si è visto in azione.

Questa riflessione è molto importante per i tantissimi giovani che si affacciano al mondo dello sport e ambiscono a qualche glorioso traguardo. È necessario mettano in cantiere un impegnativo percorso di dedizione, studio e determinazione. La passione è essenziale e sorregge la motivazione ma è indubbio che ci voglia davvero “testa”. Tutto ciò dimostra anche, ancora una volta, quante conoscenze e quanta abnegazione stiano dietro il successo, in qualsiasi settore. Il lavoro di un team, le differenti competenze che si confrontano e si integrano, spesso non vanno in scena ma sono lì, nelle retrovie, e aiutano a fare la differenza.

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