Pensateci. Pensateci bene. Pensateci ADESSO.

Non è il tempo per guardare le ferite, contare i danni, rammaricarsi.

Questo è il momento della RESPONSABILITA’ e francamente anche dell’opportunità.

Senza alcun cinismo, sia chiaro.

Siamo tutti umanamente coinvolti e stravolti da un’emergenza che non lascia molto scampo. Ma ci sarà un dopo. Sì, un DOPO arriverà. E allora avremo più che mai bisogno di esserci, più che mai bisogno di tutto, più che mai bisogno di ricominciare.

Cosa serve e cosa servirà? Cosa si può fare? Come è giusto programmare il possibile?

Avrete salvato la vostra azienda, la vostra attività, il vostro studio, la vostra agenzia?

Cari imprenditori e professionisti, pensateci. Pensateci bene. Pensateci ADESSO.

A voi, anzi a noi, compete vivere. Sopravvivere non basta.

Ci vogliono idee, ci vuole impegno, ci vogliono obiettivi e strategie.

Dopo le ore di normale informazione tv o web, sintonizzatevi con le vostre risorse, tirate fuori la vostra intraprendenza, le vostre competenze, la vostra capacità.

DOPO non saremo più gli stessi, DOPO non sarà tutto come prima, DOPO non potrete inventarvi da zero.

Servirà anche una nuova cultura, una nuova mentalità. Questa situazione avrà ripercussioni profonde su tutto. Su tutto e ovunque. Questo bisogna intercettarlo in termini chiari, comprenderne le dinamiche, accoglierlo come stimolo a nuovi orizzonti.

Mi sono occupata della vostra comunicazione prima. Adesso devo pensare a cosa e come dovete comunicare oggi. Perché oggi è in qualche modo futuro, se riusciamo a intenderlo. Ci sono valori che andranno rivisti, valori che andranno recuperati, valori che andranno diffusi. Ci sono pensieri, azioni, scelte, che significheranno vita.

L’ambiente, l’economia, il commercio, la sanità, tutti i settori produttivi e dei servizi, il turismo, la ristorazione, l’intrattenimento, sono a una svolta. Adesso parliamo di crisi, di tilt, di crac, di collasso. Ma insieme dobbiamo parlare di ripresa, di ricostruzione, di trasformazione. E non dobbiamo dimenticare che il grande smarrimento ha bisogno anche di speranze, di conforto, di soluzioni.

Prendete in mano il cuore, chiamate a raccolta le energie, tirate fuori il genio e la creatività. Siate -dobbiamo esserlo- i veri imprenditori e professionisti di questo Paese.

In ballo c’è anche la vostra storia. In ballo c’è il vostro futuro e la necessità di restare sul mercato. Ma c’è una comunità che ora più che mai ci vuole innanzi tutto cittadini, uomini, forse un po’ “eroi”.

Avanti. Questo è il momento, cari imprenditori e cari professionisti.

Non possiamo aspettare che passi il temporale o, almeno, dobbiamo aprire l’ombrello.

Ciascuno faccia la sua parte. Ciascuno metta tutta la grinta che ha. Ciascuno riscopra un’anima che pulsa. E, permettetelo, ciascuno rammenti che il nostro più potente elisir è il made in Italy. L’Italia e gli italiani hanno potenzialità enormi che abbiamo svilito, trascurato, svenduto, oltraggiato. Magari inseguendo la ricchezza, magari sottovalutando le conseguenze. Ora no. Ora al made in Italy bisogna pensarci, pensarci bene, pensarci subito.

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