20

Mag 2019

Raccontati

Raccontati. Ho scelto questo nome, per la mia casa virtuale. Forse è il caso di fermarsi, di tanto in tanto, per spiegare cosa mi ha spinto a questa scelta. Sono ghost e copywriter, mi occupo di social media management, ho una passione per il brand storytelling. Nei molti anni di lavoro ed esperienza, al di là delle specificità di ogni singolo committente o cliente, dello strumento di comunicazione (dal libro

C’è chi ne fa un cavallo di battaglia, chi ne avverte il disagio, chi si crogiola nell’ebbrezza. È la storia delle sensazioni di pelle. Della signora Lia che le maneggia con misura e disinvoltura e del caso che le ha portate alla ribalta. La rossa signora in perenne atteggiamento da femme fatale per puro istinto e simpatia ne parlava come se fossero il suo passepartout per aprire e chiudere porte.

Di Alessandro Pagani avevo letto “Io mi libro” e a “500 chicche di riso” mi sono avvicinata con l’aspettativa di trovare un divertissement con il suo inconfondibile stile. In effetti è una carrellata di freddure, paradossi, battute, frasi fulminanti. Un allegro esercizio di umorismo condotto con la sottile determinazione di chi nell’ironia ripone la chiave della saggia leggerezza. Sguazza e pesca a meraviglia nel mondo surreale, Pagani. Lo fa perché

Partiamo da alcune osservazioni: 1)Non possiamo pensare di mettere sul mercato una bevanda pubblicizzandola con le parole “ti mette le ali”. A mettere le ali c’è Redbull e tutto il mondo lo sa. 2)Ci sono parole che utilizziamo per identificare una cosa senza neanche sapere o ricordare che in verità sono un marchio: le sottilette, tanto per fare un esempio di largo uso, sono un prodotto Kraft che ormai definisce

Se il branding è il processo che definisce e diffonde un marchio, all’interno delle strategie di identità e immagine aziendale è del tutto evidente che lo storytelling sia uno strumento essenziale. Un brand ha bisogno di raccontarsi per intercettare il pubblico, trasmettere i propri valori, suscitare emozioni, ispirare un sogno. Riconosciamo un brand da molti fattori: nome, elementi distintivi come un logo, tono e stile della comunicazione. Nell’ambito di un

Ciò che sappiamo, vediamo, facciamo, in ogni attimo della nostra vita e del nostro lavoro possiamo immaginare finisca in quel grande contenitore che è la nostra mente pronto a incontrarsi e mescolarsi continuamente. Più impariamo, più osserviamo, più interagiamo, più arricchiamo di ingredienti della nostra scatola e più abbiamo a disposizione elementi per elaborare, capire, scoprire. Tutto è connesso. Ogni nozione è in grado di fornirci spiegazioni per molte situazioni,

Non so se e quale ragion d’essere possa avere, un libro aziendale dal contenuto “biografico”. I dati puramente storici forse non esercitano un grande appeal, diversamente il sapore storico entusiasmante, commovente o coinvolgente, può ben essere spalmato in una trama dal respiro più ampio. L’azienda non scrive un libro per raccontare se stessa ma per raccontare una storia nella quale il pubblico si identifichi, per la quale si emozioni, nella

Chiunque si occupi di comunicazione parla di scrittura efficace, persuasiva, emozionale. Pensiamo e vendiamo parole che centrano il bersaglio. Stimolano, eccitano, ammaliano, convincono. In realtà però talvolta oggi ci troviamo davanti a un surplus di fari abbaglianti. Il bombardamento di seduzioni genera diffidenza, confusione, addirittura fastidio. Tutti hanno formule vincenti, tutti promettono possibile e impossibile, tutti lusingano oltre ogni misura credibile. La sbornia di sogni a portata di mano ne

Incontro in rete Elena Mazzali, cuoca a domicilio. La incontro e scopro un vero e proprio laboratorio di bontà, passione e verve. Del resto capisco subito che cuoca a domicilio è una definizione che non le rende merito. Lei è una Rasdora, anzi la Rasdora single in cucina. Rasdora nella tradizione emiliana è ben più della classica massaia, è la manager di casa. Porta i pantaloni, ha polso, gestisce e

Parliamo un po’ di politici e personaggi pubblici ovvero persone che spesso hanno bisogno di chi cura loro la comunicazione, scrive relazioni, prepara discorsi. Ne hanno bisogno, sia chiaro, a prescindere da cultura e competenze. Normalmente infatti non hanno tempo e poi, ribadiamolo che non guasta mai, sapere non equivale sempre a saper esprimere. A parte ciò, il prezioso lavoro dei ghostwriter come me quando sono al servizio di un