Sinteticamente l’information marketing è definito come l’attività di promozione di prodotti informativi. Questi prodotti, cartacei o digitali, hanno finalità formative e informative, di guida e supporto. Sono insomma per lo più conoscenze e competenze di un professionista o esperto di settore divulgate a chi ha interesse per un ambito o una materia più o meno specifica. Che scelga la forma del blog o del libro, che individui canali di diffusione

Sono una professionista felice e appagata. Quella del ghostwriting, del resto, è una vocazione diventata lavoro. Questo mi fa spesso riflettere sulle dinamiche che legano me a questa passione e su quelle che attraggono i miei committenti. Tralascio le prime che sono del tutto personali e penso alle seconde, sulle quali le prime ovviamente hanno un’influenza molto forte. Lo faccio sulla scorta di tutto quello che i miei autori mi

Faccio qualche considerazione lontana dai Mondiali di Calcio Femminile e dall’ondata di euforia che ci hanno regalato le azzurre. Da ragazzina un bel po’ di calci al pallone li ho dati, da dilettante e per puro divertimento. Allora le nostre squadre estive improvvisate credo non avessero proprio idea che il calcio italiano un giorno avrebbe visto le donne grandi protagoniste. Per quanto oggi, lo ammetto, non sia una tifosa e

Chiunque tu sia, qualsiasi cosa tu faccia, devi tirar fuori l’arte di raccontarti. Spesso questo lavoro di personal branding è inteso come una fiction, la costruzione di un personaggio al quale non assomigli affatto, una sorta di opera di autocelebrazione spinta all’ennesima potenza. Lo storytelling con il quale arrivi agli altri, viaggi in rete, spieghi quali belle cose sai fare, divulghi i servizi che offri, narri le tue scoperte, in

Come si fa a resistere a un’intervista di The Opinion Leader? Così anche gli scrittori ombra possono uscire talvolta alla luce del sole! In effetti è bellissimo, raccontare l’emozione di un lavoro che per me è passione allo stato puro ma anche grande e attenta professionalità. Il ghostwriter, questo fantasma vivente un po’ sconosciuto, raccoglie storie e interpreta i pensieri, i sentimenti, i sogni, le avventure, le esperienze, le fantasie,

Messenger è un’applicazione e una piattaforma di messaggistica istantanea sviluppata come Facebook Chat nel 2008 che poi si è naturalmente evoluta negli anni fino alla versione attuale. Splendido strumento con il quale gli utenti possono inviare messaggi e scambiare foto, video, adesivi, file audio. Un servizio snello e utilissimo che supporta anche le chiamate vocali. Come spesso accade è difficile mettere in discussione la bontà dei mezzi, è molto più facile nutrire

Scendo pure io nell’arena. Nel tempo di Instagram non passa giorno che i guru della comunicazione e del marketing non suggeriscano nuove strategie per aumentare i follower. Chi come me si occupa di comunicazione, personal branding, social media management si scontra in effetti perennemente con la guerra dei numeri. I clienti vogliono avere tanti follower e accumulare tanti like. Non ci sarebbero professionisti all’opera, se fosse facile “sfondare” in rete.

Vi è mai capitato di fare i conti con le vostre impossibilità reali? Intendo…vi è mai capitato di pensare a ciò che davvero non è nelle vostre facoltà, a ciò cui siete costretti a rinunciare, a ciò che vi è concretamente impedito? Io ho provato. Ho fatto un elenco di impossibilità reali, limitandomi per questioni squisitamente pratiche a ciò che desidererei fosse possibile. Insomma non ho incluso essere alta 3

“24 Passi” è un’antologia di racconti realizzata da StayAleeve, Associazione non profit che lotta contro la depressione, l’autolesionismo e il suicidio soprattutto tra i giovani, e curata da Marco Paracchini. «Parlare di morte è facile. Per questo abbiamo scelto di parlare di vita»: molto più di uno slogan, questo è il valore portante di StayAleeve, una realtà importante, per sensibilizzare, informare, aiutare. Il focus sui giovani è determinante perché il

«Serve davvero un blog per fare personal branding?» Questa è una domanda che mi sento rivolgere spesso dai miei clienti. Sì, per fare personal branding un blog è utilissimo. Lo trovo addirittura, in moltissimi casi, la scelta e lo strumento più naturale. Normalmente nessuno ne mette realmente in dubbio l’efficacia. I problemi sono connessi ai costi, ai tempi di gestione, alla difficoltà di produrre contenuti di qualità. Perché? Sostanzialmente perché