Parto da quattro pensieri: Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio. (Paulo Coelho) Il valore fondamentale della leggenda è di fondere i secoli preservando il senso, quasi per osservare tutte le epoche in uno scorcio d’effetto. (GK Chesterton) I fatti sono perituri, solo la leggenda resta, come l’anima

Più che cittadina del mondo, sono cittadina dell’umanità e delle sue espressioni! La professione di storyteller, ghostwriter, copywriter, è anche occasione. Occasione di conoscenza. Ascolto, osservo, tocco. Ogni giorno mi accorgo di non riuscire neanche a fare il conto delle emozioni: sono tante, tantissime. Domenica 23 settembre, Mad Mood Milano Fashion Week. Nel fantastico allestimento di Palazzo Turati ci sono tanti volti della fantasia, dell’arte, della curiosità, della sapienza artigiana…e

Domenica 23 settembre, Mad Mood Milano Fashion Week. Nel fantastico allestimento di Palazzo Turati che accoglie una serie di sfilate di stilisti emergenti, mi imbatto…in un paio di ali! L’opera è dell’Associazione sul filo dell’arte, fondata da un gruppo di donne appassionate di quella forma di arte di strada chiamata Urban Knitting. Il filo ideale (ma reale) che unisce queste donne è l’interesse per il tricot ed il crochet ed

Il libro che ogni donna vorrebbe scrivere. Forse la storia che ogni donna vorrebbe vivere. Quella grassa con i brufoli e le smagliature, l’innamorata infelice, la sfigata cronica, la bella alla quale si nega il cervello, la manager invisa, la brillante invidiata, la mamma disastrosa. Quella che vorrebbe confessare sogni e debolezze, quella che non riesce a tirar fuori energia e autonomia, quella che deve lottare contro chissà quali preconcetti,

Avevo le parole, strette nel pugno. Mi bastava aprire la mano e lasciarle volare, avrebbero annusato e centrato qualsiasi bersaglio. Mi sono resa conto di quale potere fosse. In questi anni mi sono fatta molte domande e, in verità, mi sono anche data qualche risposta. Questa è la storia che racconta un mestiere come il mio, quando ci studi dentro e non smetti mai di indagare, imparare, pensare. Ho soprattutto

Marco Paracchini, noto regista e storyteller novarese, ci sorprende con un progetto inusuale. Cimentandosi nella fotografia ci consegna la gallery “Luogo Comune: Uno, Nessuno, Centomila”. Gli scatti (ri)visitano il territorio urbano: ogni location è popolata da una sola presenza umana, presenza che rende il luogo vivo. Le facce dunque non sono protagoniste ma parte dello spazio e di ciò che evoca. Ogni immagine è uno spunto libero che può suscitare

Fortunatamente non è contagioso solo lo sbadiglio. C’è pure la risata. Quella piena, di pancia. E quella che scatta con il solletico. Ecco, il libro contagioso fa il solletico al nostro umorismo. Induce la battuta, più che farla. Coinvolge il lettore da protagonista, secondo comico, spalla. Ogni pagina è una miccia che presa in mano – o sfogliata! – fa esplodere la reazione a catena. Un lavoro sottile, delicatissimo. In

Non voglio essere irriverente. E neanche cercare di fare dell’umorismo. Metto nero su bianco un pensiero un po’ invadente ma non indecente. Certo lo faccio con un sorriso ma so che non è poi tanto lieve… Immagino i Grandi Uomini che governano la Terra, in ogni Paese, ad ogni latitudine, in democrazia o in dittatura, tendendo a sinistra o a destra, vestendo abiti occidentali o costumi di altre culture, parlando

Caro gabbiano Jonathan, ho scritto talmente tante volte di te che ai lettori può scappare di credere voglia candidarmi a tua biografa ufficiale. Tu ed io su questo abbiamo sorriso, spesso e molto. Tu sai la verità, sei con me da decenni e se qualche volta posso sognare di volare lo devo a te, ecco. Quando sono arrivata a mille ho smesso di contare i libri, li leggo e basta.

Filippo Rodolfi ci ha lasciati qualche mese fa. Ma un Maestro, si sa, non muore mai del tutto. Soprattutto uno come Filippo Rodolfi la cui straordinaria carica umana è ben impressa in chiunque l’abbia conosciuto, ascoltato, incrociato. Io lo ammiravo moltissimo e gli volevo bene. Ecco, volevo bene all’uomo e al pianista, volevo bene a Filippo. Filippo profondo, ironico, allegro, malinconico. Filippo che aveva una sensibilità tutta sua. Un grande