Di Alessandro Pagani avevo letto “Io mi libro” e a “500 chicche di riso” mi sono avvicinata con l’aspettativa di trovare un divertissement con il suo inconfondibile stile. In effetti è una carrellata di freddure, paradossi, battute, frasi fulminanti. Un allegro esercizio di umorismo condotto con la sottile determinazione di chi nell’ironia ripone la chiave della saggia leggerezza. Sguazza e pesca a meraviglia nel mondo surreale, Pagani. Lo fa perché

Stefania Cicirello ha raccolto una serie di nozioni fondamentali per essere professionali quando scriviamo sul web, “Grammatica e netiquette per copywriter, blogger e social media manager”. In realtà si tratta di regole di grammatica e buona educazione relazionale universali. Valgono per tutti, in qualsiasi contesto, con qualsiasi mezzo. Inclusi ovviamente i social sui quali praticamente tutti pubblichiamo e interagiamo, la posta elettronica che usiamo come strumento di lavoro e non

Ieri sera all’UCI Cinemas Bicocca di Milano anteprima dell’ultimo film di Giovanni Veronesi, Moschettieri del Re. Graditissima occasione per incontrare lui e buona parte del cast: assente solo Pierfrancesco Favino per impegni sul set. La rivisitazione del capolavoro di Dumas ad opera di Giovanni Veronesi porta sul grande schermo una comedy d’azione: un’esplosiva miscela di romanticismo, malinconia, riflessione, comicità, avventura. I quattro moschettieri, invecchiati e provati dall’oblio, ritrovano la verve

La custode di libri è l’energico esordio letterario di Sophie Divry. Sessanta pagine senza sosta: una veemente onda di parole! La bibliotecaria di Sophie Divry non prende fiato: dalla prima all’ultima riga, con un ragazzo che bivacca nel seminterrato di una biblioteca di provincia, sfoga rabbia e dolori. Ad urlare è l’anima ferita da un amore tradito e dall’angoscia del tempo che consuma i giorni. “Il fatto è che la

Marco Paracchini, noto regista e storyteller novarese, ci sorprende con un progetto inusuale. Cimentandosi nella fotografia ci consegna la gallery “Luogo Comune: Uno, Nessuno, Centomila”. Gli scatti (ri)visitano il territorio urbano: ogni location è popolata da una sola presenza umana, presenza che rende il luogo vivo. Le facce dunque non sono protagoniste ma parte dello spazio e di ciò che evoca. Ogni immagine è uno spunto libero che può suscitare

Caro gabbiano Jonathan, ho scritto talmente tante volte di te che ai lettori può scappare di credere voglia candidarmi a tua biografa ufficiale. Tu ed io su questo abbiamo sorriso, spesso e molto. Tu sai la verità, sei con me da decenni e se qualche volta posso sognare di volare lo devo a te, ecco. Quando sono arrivata a mille ho smesso di contare i libri, li leggo e basta.