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Ott 2019

Ipotesi

Io non meritavo una storia triste. Ero un porto sicuro, una porta spalancata sui sogni, un nutrimento per l’anima. Io c’ero, per tutti. Offrivo quello che ciascuno cercava. L’ultima uscita o il vecchio capolavoro. La saga familiare, il giallo, il sentimentale, lo storico. C’ero per chi amava l’umorismo e per chi preferiva l’avventura. C’ero per chi si avvicinava alla lettura e per chi ne viveva. C’ero per chi voleva fare

C’è chi ne fa un cavallo di battaglia, chi ne avverte il disagio, chi si crogiola nell’ebbrezza. È la storia delle sensazioni di pelle. Della signora Lia che le maneggia con misura e disinvoltura e del caso che le ha portate alla ribalta. La rossa signora in perenne atteggiamento da femme fatale per puro istinto e simpatia ne parlava come se fossero il suo passepartout per aprire e chiudere porte.

Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice (Jean Claude Izzo) La grandezza delle parole e dei racconti di Jean Claude Izzo sta a meraviglia, tra queste foto di un mare che non chiede di essere visitato ma respirato e vissuto. Proprio come quello della Marsiglia di Izzo. Per questo mi hanno colpito, questi scatti. Non cercano la bellezza, non vogliono immortalare lo scorcio fantastico. Non ne hanno bisogno.

Una storia d’amore non è fatta di parole dolci. Non solo, almeno. Una storia d’amore è fatta di forza e pazienza. Di sorrisi e fatica. Una storia d’amore è fatta di gesti infiniti. Senza un perché che la ragione possa spiegare. Non deve essere comoda, una storia d’amore. Non deve essere neppure fantastica. Una storia d’amore è una scelta silenziosa che esclude tutte le altre senza mai pentirsi. Neanche se

Fermati. Non puoi passare distratto e frettoloso. Rallenta il passo, osserva, respira. Ci sono luoghi che accolgono storie. Storie di vita. Ci sono luoghi dove il tempo si è fermato, seduto al tavolino di un caffè con gli amici, all’ora del tè con i biscotti. E, se si fa sera, ci trovi una birra o un calice di vino. Ci sono luoghi che hanno appiccicato addosso l’odore dell’umanità. Accomodati. La

Non voglio essere irriverente. E neanche cercare di fare dell’umorismo. Metto nero su bianco un pensiero un po’ invadente ma non indecente. Certo lo faccio con un sorriso ma so che non è poi tanto lieve… Immagino i Grandi Uomini che governano la Terra, in ogni Paese, ad ogni latitudine, in democrazia o in dittatura, tendendo a sinistra o a destra, vestendo abiti occidentali o costumi di altre culture, parlando

Ad ogni ora, del giorno o della notte. Ti svegli sempre con un mazzo di sogni sul cuscino. Basta quello spazio che ti sottrae alla corsa senza posa per ritrovare intatti i pensieri che vuoi. Così li chiami, i sogni. In strada, sotto la tua finestra, scorrono i buoni e i cattivi umori. Quelli della veglia e quelli del sonno. Che sono, è vero, fatti proprio dalle corse senza posa

Assediata dai casi della vita, quando il dolore era troppo ingombrante per essere nascosto in un cassetto, cercava il bandolo. Ci doveva essere. Ricordava che sua nonna lo trovava sempre, il bandolo della matassa. Mentiva. Mentiva a se stessa. La vita non era di lana o di cotone. E talvolta il destino la voleva ingarbugliata e inspiegabile. Come i rovi nei quali ti addentri a caccia di frutti asprigni. Come