Studio, pianifico e sviluppo strategie di comunicazione e branding tutti i giorni. Produco testi, dal mattino alla sera.

Il processo creativo segue la regola dell’ispirazione?

La verità è che la professione richiede applicazione quotidiana: scrittura e risultati non aspettano il “colpo di genio”. Eppure l’ispirazione è fondamentale. L’ispirazione è guizzo, miccia, vena. Attimo di cogliere, filone da seguire, traccia da esplorare. L’ispirazione è scatto passionale e motivazione. Non solo attiva il processo, lo sostiene a livello energetico.

Creativi, gente del business, intraprendenti di qualsivoglia genere e ambito…siamo tutti a caccia dell’idea giusta.

La mia esperienza mi ha fatto lungamente riflettere, sul momento in cui si accende la lampadina ma, soprattutto, sull’interruttore. C’è qualcosa, in noi o intorno a noi o nelle persone vicino a noi, che ci manda l’input.

Spesso l’ispirazione mi coglie nei momenti più disparati. Quando sono tra le corsie del supermercato, quando sono al bar per un caffè, quando sfoglio un giornale o leggo un romanzo, quando mi concedo lunghe camminate in solitaria. Insomma quando sottraggo il cervello alla pressione del lavoro e lo lascio libero di vagare e captare. Piccole percezioni sotto pelle o grandi stimoli forti e chiari.

Appena riesco a definire la sensazione capisco che lei, l’ispirazione, sta montando. Mi indica un tragitto, mi porta parole precise, mi ronza in testa come un motorino in avviamento.

Devo fare in modo che si insinui, liberamente e comodamente, tra i miei pensieri. Lei, l’ispirazione, è bravissima nell’esercizio delle sue funzioni. Il problema qual è? Avere un taccuino a portata di mano per prendere subito appunti. Interrompere gentilmente un amico, chiedere venia e allontanarsi un attimo per fissare un concetto in mente. Prendersi subito il tempo di fare qualche verifica logica prima che l’illuminazione scemi, travolta da incombenze o routine.

Guai a soffocarla, insomma. L’ispirazione ha bisogno di essere fissata e coltivata perché possa trasformarsi in idea. Bisogna capire se è quella “giusta” quindi afferrarla e poi strutturarla.

E allora? Allora mi sono resa conto che lei, l’ispirazione, dopo un’incubazione nel subconscio, prorompe quando incrocia il mio momento buono per intercettarla, la situazione ideale per intravederla, lo stato d’animo adeguato a coccolarla.

L’impulso ideale da assecondare è dedicarle attenzione ma non buttarsi a capofitto. Mi spiego? Bisogna accudire quell’embrione di idea in modo che abbia spazio e respiro per comporsi nella nostra mente più delineata.

Tutte le nostre rotelle si mettono poi in funzione per sviscerarla e valutarla. Se trionfa, abbiamo in pugno l’idea sulla quale vale la pena investire riflessioni e approfondimenti.

Qual è la molla che oggi mi fa parlare di ispirazioni e idee?

La constatazione di quanto sia potente il pensiero trasversale. Osservo con crescente entusiasmo quanti input immagazzino e poi riesco a portare al livello di idea efficace lavorando in ambiti assai differenti, con clienti molti diversi, con storie apparentemente distanti o parallele.

Sorprendente il cervello, vero? L’elaborazione di tutte le conoscenze, di qualsiasi contesto e settore, amplifica non solo la “sapienza” ma anche le opportunità, gli spunti, la fantasia e la carica operativa!

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