Non so se e quale ragion d’essere possa avere, un libro aziendale dal contenuto “biografico”. I dati puramente storici forse non esercitano un grande appeal, diversamente il sapore storico entusiasmante, commovente o coinvolgente, può ben essere spalmato in una trama dal respiro più ampio.

L’azienda non scrive un libro per raccontare se stessa ma per raccontare una storia nella quale il pubblico si identifichi, per la quale si emozioni, nella quale trovi utilità o piacere.

Il brand e i suoi valori sono una sorta di risposta, di simbolo. Una risposta ai bisogni e ai desideri, il simbolo di una serie di principi, emozioni o stimoli. Tra azienda e pubblico il filo è quello dei ricordi, delle sensazioni, della complicità. Un brand che ci piace è un brand che pensa a noi, che ci corrisponde, che ci risolve qualcosa o ci fa sentire appartenenti a qualcosa.

Talvolta si parla di sogno. In effetti di piccolo o grande sogno si tratta, quando scegliamo quel marchio.

Alcune grandi aziende hanno scritto un pezzo di storia del costume, dell’innovazione, dell’economia. È vero, quindi non è del tutto escluso sia interessante leggerne le ispirazioni, i passi, i protagonisti. Credo però sia opportuno calare tutto questo in un avvincente romanzo. Questione di toni, questione di stile.

L’azienda vuole celebrare un anniversario importante o una evoluzione speciale?

Benissimo. Il libro è uno strumento allettante, significativo, bello, durevole.

Può unire a meraviglia la componente commerciale con quella romantica. Può consolidare la conquista del proprio pubblico e calamitarne uno nuovo lanciando proprio una storia. I clienti, come i lettori, amano essere al centro delle avventure.

Ecco che l’azienda narra un sentimento condiviso o sospirato, una possibilità che incanta.

Pensate a quanti hanno incarnato o incarnano aziende che mandano in visibilio migliaia o milioni di persone, pensate ai risultati strepitosi di chi ha iniziato dal nulla. Possono stimolare la curiosità o la speranza.

Pensate a chi ha creato l’azienda che fa proprio quel prodotto che tutti divoriamo o utilizziamo o abbiamo in cima alla lista degli acquisti in programma. Quali esperienze e stati d’animo potrebbe mettere nero su bianco?

Per me ghostwriter l’incarico di scrivere un libro aziendale è un viaggio dentro un mondo di ideali, scelte, ambizioni, sudore, percorsi, passione e coraggio ma anche un’immersione nel tempo, nella cultura, nelle tendenze. Il sottile gioco delle influenze chiama a un’analisi psicologica e sociologica davvero impegnativa, talvolta sorprendente.

Far arrivare un libro aziendale sui comodini, nelle librerie, nei salotti, sotto gli ombrelloni, è come aver siglato un patto per sempre.

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