In tutti i tempi, anche quelli di pandemia e isolamento, il ghostwriter scrive.

Libri, post, articoli, discorsi, racconti.

Il ghostwriter è una specie di tastiera vivente, al servizio di chiunque abbia bisogno di parole. Parole che informano, che spiegano, che narrano.

Si nasconde ovunque e dietro chiunque.

Magari un artista, un professionista, un politico, un imprenditore. Un uomo o una donna con un’idea che non sanno veicolare, con una storia che non sanno mettere sulla carta o sul web.

Il ghostwriter è quel professionista senza fissa dimora, che abita nelle fantasie altrui, cresce delle esperienze altrui, impara dalle conoscenze altrui.

Un viaggiatore della vita e della cultura.

Il ghostwriter si fa interprete di un pensiero e lo comunica. Talvolta con un libro, altre volte su un sito, su un blog, sui social media.

È un divoratore seriale di avventure, di competenze, di sentimenti, di scoperte, di mondi.

Ecco, in questo periodo più che mai, avverto di essere una di quei privilegiati esseri umani che, nel disastro delle difficoltà, ha ancora infiniti orizzonti in esplorazione e una quantità di sorprendenti emozioni da godere.

Sono una penna gioiosa, attenta, appassionata.

Faccio virtù, di questo momento. Un momento che acuisce tutto, sensibilità inclusa. Un momento che mi vuole ancora più umana, più aperta, più lungimirante. Un momento bruttissimo e bellissimo nel quale ho la fortuna di scrivere.

Come in un’oasi di felicità, il ghostwriter è colui che può sempre percepire magnifiche essenze e straordinarie ricchezze.

Più colgo sfumature, più raccolgo energie.

C’è il dolore. Certo, ci sono il dolore, la tristezza, lo smarrimento. Molte pagine ne sono imbevute fino alle lacrime e alla disperazione. Ma anche questa è vita.

D’altra parte ci sono pure pagine colme di risate e speranze, di illuminanti pensieri, di prodigiose verità…E allora avanti, a scrivere tra le pieghe di tutto.

Ogni giorno peraltro mi accorgo di quanto sia una funzione sociale estremamente utile, quella del ghostwriter.

Pensateci bene. Quanta comunicazione sarebbe più accorta, più mirata, più efficace, più empatica, se fosse affidata a un ghostwriter?

“A ciascuno il suo mestiere” ripeteva spesso mio padre. Mi sa che dovrò abituarmi ad usare questa espressione anche io! Talvolta le parole non arrivano al loro obiettivo o fanno danni. Vanno usate con capacità, cuore, prudenza, consapevolezza.

Comunque abituatevi a ricordare che ovunque e dietro chiunque può celarsi un ghostwriter. Questo lo scrivo per chi davvero fatica a convincersi che può realizzare il sogno del suo stupendo libro o del suo strepitoso blog o della sua interessante pagina social perché non ha confidenze con la magia della scrittura.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *