Incontro in rete Elena Mazzali, cuoca a domicilio. La incontro e scopro un vero e proprio laboratorio di bontà, passione e verve. Del resto capisco subito che cuoca a domicilio è una definizione che non le rende merito. Lei è una Rasdora, anzi la Rasdora single in cucina.

Rasdora nella tradizione emiliana è ben più della classica massaia, è la manager di casa. Porta i pantaloni, ha polso, gestisce e organizza famiglia e ambiente casalingo. Con dolcezza o con toni schietti e bruschi: tutto normale, ogni mezzo è lecito, per lei che ti vuole bene e fa tutto con affetto.

Insomma Elena nel 2016 fa i bagagli e da Correggio, nella provincia di Reggio nell’Emilia, si trasferisce a Milano. Con tanto di padelle, grembiule, mattarello e mescoli, naturalmente. È proprio a Milano infatti che la Rasdora single delizia i palati.

I pratici, metropolitani, frettolosi milanesi sembrano davvero accoglierla a braccia aperta. Ha ragione lei: tutti si sciolgono davanti a una tagliatella fatta a mano e al sentore di ragù. Come dar loro torto? Finalmente non mandano giù un boccone scongelato nel microonde e c’è qualcuno che li coccola e gratifica il loro palato.

Si chiamano emozioni, quelle che Elena Mazzali, la Rasdora single, dispensa con la sua cucina.

Ce l’ha nel sangue, il culto per il cibo e il piacere della tavola. Tutto parla delle sue origini emiliane. E poi è proprio persuasa che il gusto sia essenziale. Chi gode dei piatti gode della vita! in effetti, giocosa e ironica, chiarisce bene che ai fornelli non si può fare cilecca. Funziona come in amore: anche il letto vuole la sua parte no?

Io concordo in pieno, per questo la Rasdora single mi conquista subito.

Ha la faccia simpatica e accogliente delle donne di una terra sapiente, generosa e godereccia. A dir la verità dalla sua ha anche una bella cultura e un’intelligenza vispa e acuta. Roba da far girare la testa non solo ai buongustai, tanto per intenderci!

Buon vino, ottimo cibo e convivialità: questa è la sua ricetta. Potente e genuina. “Dai c’andom” aggiunge nel suo dialetto. E via che si va, certo, la filosofia è proprio quella giusta perché intorno al rito di un pranzo e di una cena, tra momenti sublimi e rilassanti bicchieri, la favella si scioglie e lo spirito si allieta. Andiamo, la vita si può racchiudere nella capacità di cogliere il brivido dei suoi eccellenti sapori.

E se invece volete fare gli snob con la microdieta e i grandi discorsi tristi, un “ma va a cagher” dolce e bonario Elena non ve lo risparmia.

Suvvia, i ritmi milanesi sono perfetti per lanciare un s.o.s. chiamare Elena e prendersi una beata tregua. Lei arriva, prepara e serve delizie, sistema pure la cucina e riporta il sorriso.

Un’esperienza da provare. In effetti la Rasdora miete successi. Ha realizzato un sogno ed è felice di esaudire i desideri culinari di tante famiglie.

“Il cibo trova sempre chi lo ama”: che bel pensiero, Elena! Indiscutibile. Il profumo delle cose buone fatte con cura solletica memorie, sensazioni, appetiti, istinti. Il sacro fuoco di un banchetto non si spegnerà mai. E la grande storia delle prelibatezze emiliane ha davvero una testimone fiera, calorosa e agguerrita: una Rasdora single che ha adottato con piatti e posate un numero indefinito di parenti, affini e amici!

Impegnatissima, tra showcooking, pasti a domicilio e serate di volontariato nel Refettorio Ambrosiano, Elena la Rasdora single miete pure incontri di alto calibro tipo quello con Chef Bottura per il Tortellante, la meravigliosa associazione che promuove l’autonomia, il lavoro e la socializzazione di ragazzi autistici e relative famiglie.

Che bella sferzata di energia! Mi piace pensare che la Rasdora single in cucina sia anche una lieta vicenda professionale di mani, testa e cuore. Un amore che diventa lavoro ovvero un esempio positivo di imprenditorialità, entusiasmo, determinazione.

Forza Elena, tifo per i tuoi cappelletti!

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