Esiste una relazione più intima di quella di un autore con il suo ghost?

Oh certo non è l’intimità come siamo soliti intenderla ma è un mondo profondo, esclusivo. Un intreccio di complicità sul filo di qualsiasi verità.

Poco importa ch’io sia incaricata di scrivere un racconto biografico o una storia fantastica, ciò che metto a nudo sono i pensieri del mio committente. Interagiamo, condividiamo. Navighiamo tra le emozioni.

E io mi accorgo sempre più di non avere una vita ma tante vite.

Passione e professione si sono confuse e fuse facendo di me una sorta di errante viaggiatrice pronta ad ogni avventura.

Non distinguo i feriali dai festivi. Non distinguo il giorno dalla notte. Io ci sono sempre, a caccia di parole, rapita da una sensazione, illuminata da un’idea. I miei clienti del resto mi scrivono a tutte le ore, buttano giù di getto un appunto, hanno bisogno di non lasciarsi sfuggire un risvolto, registrano un audio sull’onda di un sogno.

Siamo sempre insieme, vicini.

Un legame speciale. Fatto di frasi pesate sulla bilancia, di trame sudate nel tempo, di pagine lette e rilette. Momenti intensi e confronti bellissimi.

Tutto questo e molto di più è il ghostwriting.

Tutto questo e molto di più è il mio mestiere.

Open 24 hours, aperta 24 ore su 24. Perché la creatività non ha il timer, perché l’entusiasmo non ha freni, perché lo zelo è testardo.

Talvolta sono stanchissima ma non conosco noia, fastidio, lamento. Io amo il mio lavoro. E questa è una grande riflessione. Esserci e farcela è un privilegio.

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