Il ghostwriting è l’attività di scrittura di libri, articoli, testi per il web, relazioni, lettere, per conto di altri. Professionisti, imprenditori, politici, artisti, hanno bisogno di questo servizio. Ecco, questi sono esattamente i servizi che svolgo.

C’è chi non ha tempo, chi non ha abilità con la scrittura, chi è avvezzo a una redazione tecnica e fatica ad avventurarsi nel romanzo o viceversa ama le imprese narrative ma non vuole saperne di manuali e saggi. Il ghostwriting è dunque la prestazione professionale dello scrittore-fantasma, colui che elabora concetti, trame e stili ma resta nell’ombra.

Io sono la penna di molti autori. Da quelli che trovate in libreria a quelli che leggete online. Quelli di scrittura sono servizi molto variegati, per contenuti e forma. Ambiti, argomenti, generi, livelli di approfondimento, target, implicano sempre un attento studio preliminare e differenti approcci. Ci sono generi profondamenti diversi. Poi occorre confrontarsi in maniera adeguata alla carta stampata o al web.

Ma, sempre prima di tutto, ci sono le originalità e le specificità di ciascun committente.

Un servizio di ghostwriting è un enorme work in progress, un puzzle che incastra con dedizione lo spirito dell’autore con i suoi obiettivi e con ciò che affida alle mie parole. Si tratta di mescolare con sapienza, fantasia e sudore ispirazioni, possibilità, significati, sviluppi. Si tratta di rispettare, esaltare, indirizzare. Si tratta di assorbire e poi diffondere. Si tratta di dosare tutti gli elementi utili, di individuare aspetti salienti, di far emergere fattori esclusivi. Si tratta di aderire al personaggio e nel contempo di aiutarlo a profilarsi e ad affermarsi.

Ma le ciambelle escono tutte con il buco?

Il nucleo essenziale del successo resta l’idea, naturalmente, è pur vero però che all’idea bisogna dare la verve migliore per arrivare bene a destinazione. È necessario ideare, tagliare e cucire un abito su misura. È necessario anche che l’abito abbia appeal.

A me piace insistere su un paio di principi: quello della bellezza e quello della musicalità. Una bellezza come valore non squisitamente estetico, s’intende, e una musicalità come qualità e godibilità.

Un testo deve avere una vocazione: informare, divertire, spiegare, entusiasmare, appassionare…ma qualsiasi vocazione abbia, merita di essere gradevole. Può essere accademico o molto più sciolto, in ogni caso può e deve godere del garbo della leggibilità.

Talvolta si usa un parametro di coerenza della scrittura con il tipo di testo e contenuto in valutazione. Non ho mai nulla da eccepire, alla coerenza. Trovo però sempre interessante che anche la coerenza abbia respiro, quel respiro che rende un libro, un post, una relazione, un articolo, una porta aperta potenzialmente a chiunque (o quasi)…

Difficile? Qualche volta è una sfida davvero ardua. Del resto questo rende eccitante ogni mio servizio di ghostwriting!

 

  • Rispondi

    Catia

    28 05 2019

    Ciao sono Catia liburdi una psicologa e politologo sto finendo di scrivere un libro su anziani e Alzheimer. Mi interesserebbe una tua opinione. A presto

    • Rispondi

      Irene Spagnuolo

      04 06 2019

      Ciao Catia, piacere. Scusa se ti rispondo un po’ tardi ma sono giorni davvero impegnativi per me…Sinceramente su un libro già scritto ti suggerisco di chiedere un’opinione a un editor, a chi svolge attività di agenzia letteraria, insomma a professionisti preparati a questo servizio. Io scrivo libri per conto altrui ma il lavoro di editing/parere sull’opera che interviene dopo, lo lascio giustamente a chi ha queste competenze. Auguroni!

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