Il DopoFestival 2019 è un successo. Un successo alla Rocco Papaleo.

The dark side of Sanremo è un’idea jazz con ritmo rock and blues. Praticamente perfetta. Ha un’anima autentica, scanzonata e ironica. L’anima di Rocco Papaleo.

Quest’anno il DopoFestival brilla davvero, nonostante le ore piccole.

L’atmosfera rilassata e divertente regala il meglio, il meglio dei cantanti e delle canzoni, il meglio della tv, il meglio delle emozioni.

Il fulcro geniale? Il ritmo.

Un ritmo che avvince e convince. Qualche spruzzata di puro cazzeggio, un occhio all’attualità, tanta sensibilità artistica e un filo conduttore: la musica che illumina, aggrega, svela, accarezza, graffia, commuove, stimola.

Rocco Papaleo e Il Volo DopoFestival 2019

Il post kermesse sanremese porta in scena l’umanità, il risvolto curioso, la sorpresa spiazzante. Lui, Rocco Papaleo, è il direttore d’orchestra ideale: appassionato, generoso, poetico e frizzante.

Raccoglie intorno a sé una band straordinaria: il chitarrista di Ligabue Fede Poggipollini, il batterista dei Bluvertigo Sergio CarnevaleRoberto Dell’Era degli Afterhours al basso, Beatrice Antolini della band di Vasco alle tastiere e Enrico Gabrielli dei Calibro 35 ai fiati. Un trionfo di virtuosismi, improvvisazioni e esperte abilità.

Non fa il mattatore, Rocco Papaleo. Nelle sue corde c’è la voglia, sublime, di entrare davvero nel cuore di quel grande tesoro che è la ricchezza di talenti, espressioni, vibrazioni. Fa squadra, Rocco Papaleo, con una bravissima Anna Foglietta, con la voce squillante di Melissa Greta Marchetto che tira le fila del programma e con tutti i giovani e vecchi cantanti che si susseguono mostrandosi nelle loro vesti più vere.

Porta dentro la sua terra, Rocco Papaleo, anche al DopoFestival. Cerca e trova il sostegno di carattere di Arisa, pure lei lucana. Ma non si ferma qui. Incalza, ricorda, intrattiene, duetta. Mitico il suo “scopiamo?” a Virginia Raffaele!

Gode, Rocco Papaleo, aiutando tutti a tirar fuori la loro vena intima, il loro dark side.

Gli dona moltissimo, il cappellino alla Lucio Dalla…e sulle note di “Come è profondo il mare” coinvolge tutti in un profondo omaggio.

Bellissima la parentesi con Nek ma sarebbe tutto, proprio tutto, da rivedere e risentire all’infinito! Giusto per sintetizzare, che dire di quando si spalma a terra con il terzetto de Il Volo intonando un capolavoro dei Queen?

Eccolo, Rocco Papaleo, con tutto il suo spirito jazz, blues, pop, rock!

Rocco…sei strepitosamente unico.

Foto Ansa.

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