A chi vuoi e puoi rivolgerti?

Cosa e come puoi comunicare?

Perché dovrebbe interessare la tua comunicazione?

Se devo pensare ai contenuti per un cliente, azienda o professionista che sia, devo innanzi tutto intendere (e fargli intendere) quanto sono importanti queste domande e quanto è importante riuscire a trovare risposte che orientino davvero i contenuti, lo stile, il linguaggio, i canali, le strategie.

Succede a tanti o forse a tutti, di essere innamorati delle proprie idee, dei propri servizi, dei propri prodotti. Questo non significa automaticamente che ne siano innamorati anche gli altri.

Il target è il pubblico di riferimento. Ma non basta individuarlo in maniera generica, teorica o addirittura ideale. Un target autentico è quello che è davvero potenzialmente interessato a ciò che comunichi ovvero a quello che sei, fai, offri.

A chi puoi e vuoi rivolgerti?

Prepari divinamente aragoste freschissime: vuoi rivolgerti ai buongustai del mondo intero ma è bene pensare che puoi arrivare a) a chi contempla pesce nella sua dieta e nei suoi gusti b) a chi ha risorse economiche sufficienti per pranzi o cene a base di cibi piuttosto costosi.

Non sono gli unici due punti da considerare ma sono senz’altro quelli essenziali.

Cosa e come puoi comunicare?

In quello che sei, fai, offri ritieni ci sia quanto indispensabile, desiderabile o utile per un certo tipo di persona ovvero per chi rientra in una determinata fascia d’età, di propensioni, di necessità. Questo significa che devi capire diverse cose: se sei solo sul mercato o hai parecchi competitors, se ti collochi in un range di spesa accessibile a tutti o riservato a pochi, se devi far leva sull’utilità o sull’appeal, se quel tuo pubblico potenziale è già pronto a cercarti o deve essere attratto e informato. E poi? Qual è appunto il modo migliore di presentare e raccontare quella cosa?

Una descrizione a parole, un video, una foto, sono modalità differenti con differenti impatti. Quel pubblico che ritieni sia il tuo target quali canali predilige e utilizza: la carta, il web, la tv?

Cosa comunichi non può prescindere da come lo fai! Qui siamo al fulcro di una comunicazione efficace. E una comunicazione efficace emoziona, coinvolge, persuade.

Perché la tua comunicazione dovrebbe interessare?

Perché cosa e come centrano il bersaglio. Significa che rispondono a una domanda, regalano una speranza, generano entusiasmo, smuovono passione, confermano idee. Sì, proprio così. Eserciti l’effetto calamita quando il target trova in te una soluzione, un nuovo slancio, la possibilità di identificarsi o di realizzare un sogno, la “convalida” di una posizione…

Quando si parla di contenuti si parla di obiettivi. E gli obiettivi devono essere realistici e sostenibili.

Un’ultima cosa sul “tono”. Il tono della comunicazione, soprattutto sui social, è diventato più informale, talvolta decisamente confidenziale. Uno stile colloquiale snellisce e facilita, su questo ci sono pochi dubbi, ma snellire e facilitare non vuol dire rendere la comunicazione banale, non osservare la qualità di scrittura, fare chiacchiere da bar della domenica. Alleggerire è bello se significa comunicare in maniera immediata, comprensibile, piacevole, godibile. Lo è molto meno se impoverisce lo stile e i contenuti e diventa superficiale, modaiolo, spudoratamente ammiccante. Già, cosa intendo per spudoratamente ammiccante? Forzato, amichevole per convenienza, chiassoso, ovvero un tono che non può essere sempre sostenibile.

La faccio breve? La tua comunicazione deve essere credibile. E credibile significa adeguata al tuo target ma anche a te stesso. Un’anziana signora può comunicare meravigliosamente a un teenager ma non…fare la teenager. Credo che l’esempio chiarisca molto.

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