La comunicazione non si ferma. NON SI FERMA.

Lo sanno bene tutti gli artisti che si stanno prodigando a mostrare la loro faccia, a divulgare i loro testi, a far sentire la loro voce in questi giorni.

Il coronavirus è una brutta bestia, in molti sensi. Non solo per chi si ammala, per le famiglie di chi si ammala, per i tanti sanitari duramente impegnati in una lotta ai confini dell’impossibile. Lo è anche per tutti coloro che hanno giustamente abbassato le saracinesche, chiusi i cancelli, spento le luci.

#restiamoacasa per molti si è solo trasformato in telelavoro et similia, per altri in crollo delle opportunità, per altri ancora in vero e proprio disastro.

L’isolamento forzato, per quanto avvertito come doveroso e corretto, provocherà molti problemi. Problemi psicologici, problemi professionali, problemi di visibilità, problemi di relazione.

Teniamoci uniti è una frase fatta cui ci aggrappiamo ma la realtà è che un telefono e i social non bastano. Finalmente tutti si accorgono di quanto sia importante incontrare le persone, andare al cinema, cenare con gli amici.

È vero, forse scopriremo quanto shopping superfluo possiamo risparmiare ma la crisi economica sarà pesantissima. È vero, forse impareremo ad apprezzare ogni piccola libertà ma ci arriveremo provati, davvero provati.

La comunicazione però NON SI PUO’ E NON SI DEVE FERMARE.

Lo sanno bene, dicevo al principio, gli artisti, gli uomini e le donne di spettacolo, quelli cui #restiamoacasa significa rinviare tutto, interrompere il contatto con il pubblico, uscire di scena.

Ecco, la comunicazione non si ferma perché ci fa stare sulla scena.

È la dura legge del nostro tempo, della rete, dell’emotività.

Abbiamo bisogno di “presenze”. Pazienza se ora possono essere solo virtuali ma devono esserci. Chi abbassa la guardia è perduto. Se lasci il posto lo prende qualcun altro.

Chiudi il negozio, l’ufficio, lo studio, il bar, ma tu ci sei: sei aperto sul blog e sui social media. Non abbandoni i tuoi followers, non smetti di dare le tue consulenze online, non chiudi il rubinetto delle tue informazioni. Anzi. È necessario studiare qualcosa. Esattamente come stanno egregiamente facendo cantanti e attori, anche quelli che una volta il web a mala pena lo bazzicavano di striscio.

Passerà. Passerà l’emergenza coronavirus. Non devi rischiare di passare anche tu. Non devi abbandonare il tuo ruolo, la tua postazione, la tua creatura. #restiacasa ma al comando! Evviva il mondo digitale, qui corre l’obbligo di sostenerlo con tutte le forze perché è uno spiraglio di luce che altrimenti non avresti.

Quelli che trascuri, trascureranno te.

Scongiura il pericolo di essere superato o dimenticato. Non fermare la tua comunicazione. Tu domani devi essere quello che c’era anche oggi. Quello che durante la burrasca non ha abbandonato la nave.

Se la fermi in questo periodo non ci saranno braccia aperte ad accoglierti in trionfo quando deciderai di ricomparire. Nelle menti e nei cuori di tutti ci sarà già un altro riferimento.

Nell’era digitale l’attenzione è bassa e la memoria è corta, OCCORRE ESSERCI. Qui e ora: #lacomunicazionenonsiferma.

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