Messenger è un’applicazione e una piattaforma di messaggistica istantanea sviluppata come Facebook Chat nel 2008 che poi si è naturalmente evoluta negli anni fino alla versione attuale.

Splendido strumento con il quale gli utenti possono inviare messaggi e scambiare foto, video, adesivi, file audio. Un servizio snello e utilissimo che supporta anche le chiamate vocali.

Come spesso accade è difficile mettere in discussione la bontà dei mezzi, è molto più facile nutrire dubbi sull’uso che ne facciamo.

Essere connessi spesso ci espone infatti a un bombardamento di messaggi che io leggo come un’intrusione. Insomma quello che via mail gradirei finisse direttamente in spam.

Perché qualcuno ha la geniale idea di informarti di qualcosa, di invitarti a destra o a manca, di inoltrarti il link a un articolo imperdibile con la forma che trova più comoda. Perché si è diffusa una leggerezza insensata e, perdonatemi, maleducata. Del resto c’è pure Facebook che, se non escludi l’opzione, spalma i nostri post sponsorizzati tra tutti i contatti messenger. E d’altra parte, dobbiamo pure ammetterlo, talvolta è stata la nostra buona fede a consentirlo mettendo un like a una pagina o seguendo un blog.

A me non piace e in tutta franchezza sconsiglio anche ai miei clienti l’allegro abuso. Nella comunicazione mi garba ancora credere che si possano e si debbano percorrere due strade:

-attrarre con i contenuti (quindi calamitare gli altri a casa nostra)

-bussare e chiedere permesso in maniera personalizzata e non con la divulgazione a tappeto.

Non sono una nativa digitale (potete ridere a crepapelle dell’ovvietà vista la mia età anagrafica) e sento orgogliosamente il mio attaccamento al ghostwriting cartaceo. Questo giustifica le mie piccole resistenze tecnologiche. Comunque gestisco anche blog e social di aziende, artisti, professionisti e personaggi pubblici e i risultati si direbbero soddisfacenti. Tutto ciò senza abusare di messenger.

Che ne dite di mantenere il proposito di non violare i piccoli spazi potenzialmente liberi da stress?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *