La tua professionalità vale quanto sei disposto a riconoscere quella altrui.

Può darsi tu non possa pagarla, per carità. Ma riconoscerla sì, puoi e devi.

E poi parliamone. Di professionisti e imprenditori che non ‘investono’ in comunicazione perché noi (noi copywriter, social media manager, ghostwriter, grafici, fotografi, ecc. ecc. eccetera) siamo un costo che non intendono sostenere, ce ne sono ancora tanti. Troppi.

E, guarda caso, sono quelli che si lamentano del cugino volenteroso ma incompetente che non sa gestire bene la loro pagina facebook o scrivere in italiano corretto il post di un blog (non parliamo di strategia, di piano editoriale, di SEO, di engagement, di analisi degli andamenti e una marea di altri concetti troppo impegnativi per costoro).

Non solo. Sono quelli che vendono ben cari i loro prodotti e i loro servizi, magari. Sono quelli che vogliono più risultati. Sono quelli che sanno il fatto loro su tutti.

Brutti tempi, quelli in cui la qualità e la serietà non sono in cima alla classifica di gradimento.

Forse è stato il web, a far sentire tutti tuttologi. Ma non è il web a impedire il buon gusto di non lamentarsi del cugino volenteroso, di non chiedere a me e ai colleghi consigli e idee gratis, di non dichiarare soavemente che il cugino “non sa neanche scrivere”.

Ribadisco: la tua professionalità vale quanto sei disposto a riconoscere quella altrui. Non incarichi dei professionisti per la tua comunicazione? Evidentemente ritieni di non meritarli, di non valere abbastanza per giustificare il loro lavoro, di non avere granché da comunicare.

Secondo me pure in umanità non hai molti punti ma tralascio di infierire…

Tieni caro tuo cugino e ringrazialo. Fa già troppo.

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