Ieri sera all’UCI Cinemas Bicocca di Milano anteprima dell’ultimo film di Giovanni Veronesi, Moschettieri del Re.

Graditissima occasione per incontrare lui e buona parte del cast: assente solo Pierfrancesco Favino per impegni sul set.

La rivisitazione del capolavoro di Dumas ad opera di Giovanni Veronesi porta sul grande schermo una comedy d’azione: un’esplosiva miscela di romanticismo, malinconia, riflessione, comicità, avventura. I quattro moschettieri, invecchiati e provati dall’oblio, ritrovano la verve del “tutti per uno, uno per tutti” per la loro penultima missione. Richiamati dalla corona, per amor di patria e voglia di riscattarsi, ritrovano l’amicizia e -più o meno- l’antico splendore.

Imbruttiti da alcool e oppio (Valerio Mastandrea nei panni di Porthos) o da libertina lussuria e sifilide (Rocco Papaleo in quelli di Athos), precariamente aggrappati alla fede per sfuggire alla rovina dei debiti (Sergio Rubini in veste di Aramis) o relegati all’allevamento di maiali (Pierfrancesco Favino alias D’Artagnan), i moschettieri di Veronesi tornano a scorrazzare al servizio della Regina (Margherita Buy) in difesa degli Ugonotti perseguitati dal cardinale Mazzarino (interpretato da Alessandro Haber).

Il richiamo all’attualità, a un’Europa dilaniata da antichi e nuovi mali, ai sentimenti diversi e contrastanti di unione o di divisione, al tema delle migrazioni, agli ideali possibili, alle disillusioni e all’incanto dei sogni, è volutamente diluito in una trama esilarante, fluida e avvincente. È realtà o sogno di un bambino?

I moschettieri sono in fondo eroi incrollabili del nostro immaginario. Anche se tristi, decadenti o provati dagli acciacchi come umani qualunque, D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis sono personaggi sempre buoni per raccontare una, cento, mille storie. Giovanni Veronesi sceglie di farlo con ironia, calandoli nelle loro parti con bizzarri idiomi, goffaggini e rigurgiti di euforia. Il film in effetti ha un forte timbro comico, accarezza con leggerezza anche le parti più tese e drammatiche.

Spettacolari fotografia, ritmo e musiche.  Sono le musiche di Checco Zalone e le incursioni di Celentano con “Prisencolinensinainciusol” e di Paolo Conte con “Moschettieri al chiar di luna” a dettare i tempi dell’avventurosa fiaba di Veronesi.

Grandi anche le parti femminili: oltre alla brava Margherita Buy ci sono l’esuberante ancella ben rappresentata da Matilde Gioli, la conturbante e turbata Milady interpretata da Giulia Bevilacqua e la valorosa Cicognac di Valeria Solarino.

Citazione speciale per l’inscalfibile eppur mortale servo muto (o zio zitto?) (Lele Vannoli).

La Lucania si presta tantissimo all’ambientazione del film e ne restituisce visivamente l’atmosfera più aperta e scenografica del fantasy di costume sospeso tra epoche lontane.

Film di spada e risate. Film di attori italiani d’eccellenza. Un cast divertente e divertito che ha trovato la migliore sintesi espressiva in un progetto cinematografico audace e travolgente. Applausi. Applausi alla bellezza, all’umanità, al tono comico, all’armonia e pure alla prestanza cavalleresca dei prodi Favino, Mastandrea, Papaleo e Rubini!

Non perdetelo. Nelle sale dal 27 dicembre.

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