C’è chi ne fa un cavallo di battaglia, chi ne avverte il disagio, chi si crogiola nell’ebbrezza.

È la storia delle sensazioni di pelle. Della signora Lia che le maneggia con misura e disinvoltura e del caso che le ha portate alla ribalta.

La rossa signora in perenne atteggiamento da femme fatale per puro istinto e simpatia ne parlava come se fossero il suo passepartout per aprire e chiudere porte. La signora Lia con il suo consueto sorriso taceva ovvero lasciava che quel profluvio di parole si disperdesse nel silenzio. Erano giorni, mesi, anni, che osservava con i suoi occhi acuti, quel dimenarsi fintamente spontaneo e ascoltava quei discorsetti ampollosi così poveri di contenuti da essere quasi disarmanti.

Avrebbe continuato tranquillamente a non replicare e a fare in modo che la vita scorresse nonostante: nonostante la rossa signora e il suo atteggiamento da dotta complicata e tormentata. Un mix diabolico, la seducente provocazione e la ostentata “cultura” con spasmi di rivoluzione interiore…eppure si poteva sopportare, pensava, scrollando le spalle senza tessere dialoghi.

Niente. La rossa signora, incauta, ha premuto la stupidità sull’acceleratore e ha incalzato.

«Lia, sarei curiosa di sapere cosa ne pensa. Dubita che le mie sensazioni di pelle siano infallibili?»

«Oh cara, coltivo il dubbio con amore tutte le volte che percepisco l’impeto dell’infallibilità. Ovunque si annidi e da chiunque provenga.»

Temevo peggio. Si era tenuta ancora gentilmente e generosamente lontana dall’affondo diretto. Ne aveva fatto questione generale, allargata.

In realtà non aveva nulla contro le sensazioni di pelle di per sé, sia chiaro. Le infastidivano molto solo in bocca alla rossa signora dalle ipocrite pose. Più di tutto la impietosivano un po’ gli imbecilli che pendevano da quelle labbra e da quelle moine come se fossero oracoli.

«Io capto al volo. Bastano pochi istanti e intuisco. So subito chi far entrare nella mia vita e chi lasciare fuori, chi è sulla mia lunghezza d’onda e chi è su un’altra frequenza, chi può capirmi e chi neanche merita una chance per riuscirci.»

«Che gioia. Ho il permesso di non bussare neanche! E questa volta le concedo abbondante ragione: le sensazioni di pelle talvolta non ingannano. Abbia però cura di accomodarsi altrove, le faccio garbatamente notare che è lei ad essere entrata nella mia vita, non viceversa.»

«Lia, credevo fosse intelligente, educata, emotivamente ricca. Mi sta cacciando?»

«Urta la mia umiltà ammetterlo ma lo sono. Appunto non la sto cacciando, la sto solo pregando di attivare le sue sensazioni di pelle e di allontanarsi da chi non può capirla.»

La signora Lia è tornata. Più saggia che mai. Forse pure un po’ più agguerrita. Tutta la sua proverbiale pazienza, tutta la sua straordinaria sensibilità, più che prendersi una vacanza sono diventate leggermente selettive.

O, almeno, questa è la mia sensazione a pelle!

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