Chi non vuole credere al potere del PENSIERO POSITIVO,

può soccombere al potere di quello negativo.

Questa è una semplificazione, un’estremizzazione, una provocazione? È tutto questo e anche il suo contrario.

In realtà l’atteggiamento mentale influisce moltissimo, sulla nostra vita, sul nostro approccio al lavoro, sulle nostre relazioni. Quello negativo è di per sé un pensiero ostativo, che toglie energie. Blocca o rallenta propositi e impegno. Io lo trovo un pensiero che boicotta ma vogliamo dire almeno che non è invogliante? Quello positivo, viceversa, è un pensiero possibilista, entusiasmante. Stuzzica, sprona, spinge all’azione. È un pensiero che favorisce i buoni esiti.

Con buona pace di chi ritiene che il pensiero positivo sia fatto di qualche frase motivazionale e di qualche sogno ottimista ad oltranza, la verità è che il suo punto di forza è la leva che esercita sulla nostra intraprendenza, sul nostro dinamismo, sulla nostra fiducia nella capacità di raggiungere obiettivi.

👉Ci riconosce sempre una chance, il pensiero positivo.

Non una chance teorica, da illusi delle parole felici, una chance pratica. Ci mette e ci tiene in cammino. Ci tiene desti, attenti, aperti. Perché pensare positivo serve a captare l’occasione giusta, a farci dare il meglio di noi, ad accendere la nostra lucina della vitalità.

Non faccio l’elenco dei libri del PENSIERO POSITIVO che ho scritto per conto di diversi committenti o che consiglierei di leggere. Sono tanti e potenzialmente tutti ottimi. Ottimi per spolverare la nostra vivacità intellettuale, per dare un giro di carica alla nostra autostima, per farci affrontare le temibilissime condizioni limitanti.

Quello di cui voglio parlare è invece il trend del momento. Il PENSIERO POSITIVO è infatti uno di quei vigorosi richiami che in tempi di crisi diventa “filone dominante” in libreria.

Si tratta di libri che assecondano e rispondono a un bisogno. Un bisogno umano stringente come il cibo: possiamo chiamarlo INPUT ALLA SPERANZA COSTRUTTIVA?

Sì, è una definizione che non mi dispiace. Sperare fermi a braccia conserte non è formulare pensieri positivi. I pensieri positivi sono stimolanti quindi hanno una funzione: porsi come anticamera dei nostri comportamenti.

👉Ci fanno sentire armati, quando invece quelli negativi ci disarmano.

Credete sia sciocco rappresentarsi mentalmente il raggiungimento di un risultato e la sensazione che avvertiremmo? No, neanche a livello fisico è sciocco. Quel brivido di piacere lungo la schiena è un corroborante efficace!

È assurdo sfoderare un sorriso e sintonizzarsi sul caso benevolo? No, distendere il clima intorno a noi e sciogliere la tensione dentro di noi non è una generica formula propiziatoria di chi vuole vedere un orizzonte roseo, è una vera e propria tecnica che predispone alle soluzioni.

Tutto ciò spiega con immediata evidenza perché siamo in uno di quei periodi storici in cui i libri del pensiero positivi sono vivamente suggeriti. Intendo da scrivere e da leggere. Sono scosse, abbracci, prospettive. Si rivelano sostanzialmente eccellenti investimenti. Le nostre più valide risorse sono infatti messe al servizio di qualcosa che incentiva le potenzialità, quelle che troppe volte restano soffocate!

Per me gli incarichi di ghostwriting nel genere “pensiero positivo, crescita personale, benessere, self help, self empowerment” sono tra le avventure più belle.

Nella forma del saggio narrativo, con il taglio dell’autobiografia, con il linguaggio filo-psico-sociologico, con il ritmo motivazionale, con l’orientamento ironico e frizzante, sono tutte straordinari viaggi di evoluzione…

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