Io sono una patita di articoli di cancelleria, sono fan sfegatata di notebook, penne punta 1,6, quaderni B5, diari, evidenziatori, pennarelli e agende giornaliere.

Sono anche una che scrive in continuazione, naturalmente.

TO DO LIST

Non potrei mai saltare una lista da spuntare. Non potrei mai non prendere appunti. Non potrei mai rinunciare all’esercizio delle bozze. Non potrei mai non segnarmi appuntamenti e programmi.

Nel fiorire di agende, planner e motivazionali per le cose da fare ho iniziato a pensare che per il 2021 dovrei però prendere la sana abitudine di fare anche l’ELENCO DELLE COSE DA NON FARE.

Perché diciamo sempre tutti che gli errori sono lezioni per non ripeterli ma poi finiamo per scivolarci dentro nuovamente.

Perché ci sono automatismi che ci farebbe tanto bene disinnescare.

Perché spesso ci facciamo soffocare dagli impegni dimenticando il tempo per vivere senza doveri.

Perché ci sono difetti che potremmo correggere semplicemente ricordandoci di averli e mettendoli fuori uso con una bella riga rossa.

LE COSE DA NON FARE

Ecco, l’agenda delle cose da NON fare è una specie di missione di lucidità e leggerezza: lì, nero su bianco, annotiamo cosa evitare come se fosse un vero e proprio compito, qualcosa da realizzare, un lavoro da eseguire.

La to do list, lo sappiamo, ci serve ad organizzare mentalmente la giornata.

Vale altrettanto essere efficacemente pronti a NON FARE alcuni passi, a non compiere certe azioni…e a non chiedersi troppo.

Non è uno spazio di pigrizia. Ma uno spazio attivo, utile. Di prudenza, di attenzione, di indulgenza, mescolate abilmente insieme!

Si potrebbe dire una NOT TO DO LIST?

Poco importa come la chiamiamo, conta seguirla esattamente come facciamo con l’altra. Ci diamo anche l’occasione di rifiutare alcune cose, di dire qualche no, di non mettere troppa carne sul fuoco, di cancellare quei gesti o quei comportamenti che non vogliamo più avere.

UNA MEMORIA

Nell’agenda delle cose da non fare possiamo trovare la nostra esperienza. Come un allarme che si accende e ci segnala un pericolo. Ma anche come un semaforo verde che ci solleva da incombenze inutili.

Tutto sommato potrebbe aiutarci anche a non riempire il tempo ma a farne buon uso, no? Stralciamo ciò che ci fa male o il superfluo o il negativo. NON FARE è una zavorra in meno o un salvataggio in più!

Spero non resti soltanto un proposito, mi sembra una saggia idea.

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