Ciascuno ha il suo perché. Forse i motivi e le spinte sono davvero infiniti.

Da ghostwriter posso però dire che per molte persone scrivere un libro è affermare la propria esistenza, la propria visione di qualcosa, il proprio immaginario.

Qualcosa che viene avvertito come una necessità e un desiderio insieme.

Una necessità e un desiderio che comprendo pienamente. Sempre.

Lo comprendo perché in fondo ho fatto di entrambi professione. Lo comprendo perché conosco pochi altri “oggetti” che abbiano il fascino di un libro.

Chi mi affida un incarico di scrittura tiene davvero tantissimo al tesoro che mi consegna. Ci tiene perché vive di ispirazione e aspirazione e vuole arrivare a qualcuno che raccolga quel tesoro.

L’euforia di un libro è tutta in quella scintilla. Il servizio di ghostwriting la tiene accesa e ne fa fuoco. Per questo è splendido il divenire, quel work in progress che al cliente restituisce l’esatta percezione di esserci, di vedere la sua idea brillare, di intravedere il gran finale dell’opera compiuta.

La scrittura è sempre EMOZIONE.

Lo è quando sono alle prese con un romanzo, lo è quando sto affrontando un saggio. C’è dietro e dentro l’anima dell’autore, c’è il valore di un contenuto unico.

E c’è un po’ di me, il fantasma che dietro le quinte lavora alacremente.

Ciascuno ha il suo perché. Scrivere un libro resta comunque essenzialmente un meraviglioso viaggio.

Un viaggio che, vi garantisco, è indimenticabile.

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