C’è presunzione a presentarsi come ghost-writer, copy-writer e content-writer insieme?

Mai presunzione ma entusiasmo della sfida sempre!

 

Intanto chiariamo che il ghost writer è solitamente inteso come scrittore fantasma di libri altrui ma un ghost writer può scrivere per conto terzi qualsiasi testo destinato alla carta o al web quindi testi per siti o blog, comunicati, lettere, relazioni, presentazioni. E, sempre nell’ombra, può produrre i contenuti testuali delle pagine social di artisti, personaggi pubblici, autori, professionisti, imprenditori.

Per la mia personale esperienza è vero che il salto dal libro stampato alla comunicazione on line non è affatto piccolo e facile. Possono cambiare, anche molto, timbri, ritmi, linguaggio e approccio complessivo. Ciò non toglie che un professionista della scrittura possa cimentarsi in varie forme espressive…

Anzi, devo dire che esperienze molto differenti ampliano i punti di vista, la formazione, le abilità di storytelling. Non solo. Oggi il confine offline-online alle volte non è così netto e marcato come ci insegnava la vecchia teoria.

Talvolta quel confine è addirittura davvero labile.

 

Siamo abituati a pensare al COPY WRITER detto copy come il creativo che scrive per la pubblicità e il marketing. Chi individua la frase persuasiva, lo slogan, le parole che catturano immediatamente l’attenzione. Chi scrive per vendere il marchio, i suoi servizi, i suoi prodotti. Chi studia le frasi convincenti e i titoli attraenti.

Pensiamo invece al CONTENT WRITER come il professionista della scrittura più informativa, quella che racconta il brand, quella che narra i valori aziendali, quella che produce testi tematici. Chi sa orientare il pubblico.

Parliamo di web copy o web content writer quando vogliamo riferirci a chi si misura con la comunicazione digitale, sui blog e sui social media. Quelli che se anche non sono veri e propri specialisti non possono ignorare la SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca).

 

Tutto questo storytelling è un sapiente gioco di parole che si relaziona al contesto, al target, al tempo, all’argomento. Un gioco di parole che deve sapersi affermare per qualità e originalità. Un gioco di parole che è un’impronta di stile. Qualcosa che il “mestiere della scrittura” non riesce del tutto a distinguere in compartimenti stagni. Scrivere è un’avventura, un’emozione, un’arma. Il grande punto comune è l’EFFICACIA: il testo deve rispondere all’obiettivo.

 

Lavoro come ghostwriter, copy e content writer. Tornando alla domanda iniziale, non c’è presunzione né approssimazione. C’è la realtà nella sua unicità. Quella da valutare, quella da affrontare. Di fronte a una richiesta occorre cioè che io misuri se e quanto posso essere adeguata.

Viviamo però l’epoca fluida delle contaminazioni che possono essere ispiranti e produttive. L’epoca fluida in cui talvolta è utile e portentoso rompere gli schemi. L’epoca fluida in cui specializzarsi è importante ma lo è altrettanto non perdere di vista la potenza e la bellezza di una visione allargata, profonda, ricca di sfumature.

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