Chi può sapere quante dimensioni viviamo?

Talvolta i sogni e la realtà possono confondersi e fondersi. Ciò che percepiamo di notte, ad occhi chiusi, forse altro non è che una grande intuizione. Magari immaginiamo, a cuore aperto, che accada esattamente ciò che desideriamo. O forse desideriamo semplicemente che la verità stia esattamente ciò che immaginiamo sia.

Tra realtà e racconto, “Un concerto nell’altro mondo” è una storia che Mimmo Accardo scrive con passione e gioia. Un libro che fa sorridere, commuovere, riflettere. Un libro che attraversa il tempo, spesso sfuggente, del passato, del presente, del futuro. Leggero e potente come la musica e l’amore.

Si snoda in una narrazione fantastica ma non troppo che mescola i tratti amarognoli dell’esistenza con l’ironia e la poesia dei sentimenti e dei pensieri più profondi, con lo spirito di chi indaga sul senso dell’esistenza.

✤In una carrellata di personaggi, sul filo di un racconto che vede al centro Franco e Maria, i protagonisti principali sono proprio la musica e l’amore. Perché “Un concerto nell’altro mondo” ci porta là dove l’anima trova pace e ragione di essere. Una specie di elevazione spirituale, semplice e lieve. Perché la musica e l’amore sono bellezza e piacere. Perché la musica e l’amore sono ispirazioni e aspirazioni sempre buone.

C’è qualcosa di giocoso, nelle pagine di Mimmo Accardo. Ma c’è anche il tentativo forte di farci intendere quanti inutili affanni prendono spesso il posto dei naturali prodigi. Mimmo Accardo è irriverente, con dolcezza. Smaschera le velleità del potere e celebra la semplicità della musica e dell’amore.

Tra le righe credo che Accardo ci consegni molto di sé, con garbo. In fondo non c’è molto da inseguire, quando ci sono musica e amore. In fondo quello che sogniamo, ad occhi chiusi o aperti, non devono essere grandi cose ma cose che ci fanno stare bene. In fondo più che smaniare dovremmo godere di emozioni.

Un libro che si legge letteralmente d’un fiato, sulle note di una melodia di intenti e parole che è un abbraccio.

Alla fine è proprio tutto possibile, se ci crediamo. Ed è bello sentire la carezza di un motivetto di sottofondo che è la grande compagnia di cui dovremmo sempre accorgerci!

“Un concerto nell’altro mondo” è la boccata di ossigeno che ci possiamo regalare.

 

Complimenti, Mimmo. Il tuo libro mi è caro.

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